dischetti2019-02-12T18:13:50+00:00

i misteriosi dischetti di plastica

Partiti dal Golfo di Salerno per un incidente a un depuratore, decine di milioni di dischetti son stati spinti dalle correnti lungo tutte le coste tirreniche e oltre, arrivando fino in Spagna. Un’odissea che continua ancora e ha permesso di visualizzare e seguire in diretta il destino delle plastiche riversate in mare.

Clean Sea Life ha avuto un ruolo determinante nella vicenda dei dischetti: dopo aver allertato le autorità, con la collaborazione di centinaia di persone e degli oceanografi del Lamma sta monitorando il viaggio dei dischetti.

cosa sono: supporti utilizzati in impianti di depurazione delle acque, dove crescono i batteri che purificano l’acqua assorbendo i nutrienti.

da dove sono partiti e dove sono arrivati: lo sversamento ha avuto luogo a febbraio 2018 a Paestum, nel Golfo di Salerno, per il cedimento di una griglia del depuratore di Varolato. I dischetti sono arrivati sino in Francia, in Spagna e lungo tutte le coste della Corsica, la Sardegna e la Sicilia (vedi mappa).

chi se ne sta occupando: la Procura di Salerno, a cui stiamo fornendo tutte le informazioni raccolte. Nella sezione News del sito, gli aggiornamenti.

#cacciaaldischetto!

I volontari hanno raccolto oltre 160.000 dischetti  dalle coste italiane. Ma ce ne sono ancora moltissimi: raccogliamoli!.

Contateli e mandateci una foto: è utile per capire l’entità dello sversamento e anche come si muove e da dove arriva la spazzatura che gira in mare. Fateci sapere quanti dischetti raccogliete, e dove,  compilando questo modulo online o mandateci una email a info@cleansealife.it

Perché è importante raccoglierli: La plastica è praticamente eterna e i dischetti, così come tutti gli oggetti in plastica che finiscono in mare, nel tempo si frantumeranno in pezzettini sempre più piccoli . La polvere di plastica è ancora più insidiosa perché può entrare nella catena alimentare, con conseguenze ancora sconosciute per gli organismi marini …e anche per noi. 

l’impatto dei dischetti

Mentre i dischetti galleggiano ancora in mare e continuano, inarrestabili, il loro viaggio, cominciano ad arrivare le prime prove dell’impatto sugli animali.  In giugno due ricercatori francesi ci segnalano che una tartaruga in cura al centro di Grau du Roi (CESTMed)  ha espulso, insieme alle feci, uno di questi dischetti. Questa tartaruga era stata pescata accidentalmente da un peschereccio a strascico nella zona della Camargue,  stessa zona e periodo di un’altra tartaruga trovata invece morta: la necropsia aveva evidenziato un analogo dischetto nel suo tratto digerente. Non sappiamo quando e dove li abbiano mangiati – una delle due era stata marcata in Italia – ma di certo questa è la prima prova dell’impatto dei dischetti su una specie protetta. Nel febbraio 2019 una tartaruga, trovata morta a Camerota, aveva inghiottito ben 7 dischetti.

depuratori che non depurano

Sulle spiagge italiano si trovano molto spesso altri oggetti che hanno una funzione simile a quella dei dischetti, a dimostrazione che la rete di depurazione delle acque italiane è inadeguata.  Questo articolo illustra molto bene la situazione: su un quinto del territorio italiano l’acqua delle case non viene trattata adeguatamente, e 342 comuni sono completamente sprovvisti di impianti di depurazione. Per queste inadempienze, il 31 maggio 2018 la Commissione Europea ha comminato all’Italia una multa di 25 milioni di euro.

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