pesca professionale2021-01-18T16:28:52+00:00

a pesca di rifiuti, con i pescatori professionisti

I pescatori professionisti possono dare un contributo fondamentale nella pulizia dei fondali. Nella pesca a strascico o con il ‘rapido’, infatti, la quantità di rifiuti recuperata è davvero importante, ma alcuni problemi burocratici ne ostacolano lo smaltimento. Clean Sea Life ha lavorato  con le autorità e i pescatori per identificare le possibili soluzioni.

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una piccola rivoluzione

I pescatori possono avere un ruolo importante nella pulizia dei mari. Al momento però, in assenza di una ‘definizione’ del rifiuto recuperato in mare e di una filiera definita per il suo recupero, i pescatori spesso ributtano in mare l’immondizia che hanno raccolto: dalle lavatrici, ai copertoni, alle bottiglie, alle retine per l’allevamento delle cozze. Le diverse ma sporadiche iniziative di ‘pesca di rifiuti’, portate avanti in tutta Italia da almeno trent’anni, si sono quasi ovunque esaurite con la fine dei vari progetti, perché la legge non è chiara su chi debba farsi carico dello smaltimento dei rifiuti marini.

a pesca di rifiuti

Una delle attività di maggior successo di Clean Sea LIFE è stata la ‘pesca di rifiuti’, o ‘fishing for litter’, svolta in quattro Regioni italiane, a Porto Torres (Sardegna), Manfredonia (Puglia), Rimini (Emilia-Romagna) e San Benedetto del Tronto (Marche).
Il progetto ha schierato in totale 118 pescherecci, la flotta più numerosa mai impegnata in Italia in questa attività: hanno riportato a terra 80 tonnellate di rifiuti imbrigliati nelle reti.  Obiettivo dell’iniziativa, oltre a eliminare una quantità notevole di rifiuti dall’ambiente, è stato quello di individuare con i pescatori e le autorità locali un percorso di gestione per questi rifiuti.
Da un’esperienza di così ampia portata è emerso un modello virtuoso che Clean Sea LIFE è stato chiamato a illustrare a entrambi i rami del Parlamento italiano per l’esame del disegno di legge ‘Salva Mare’.

un modello virtuoso

L’attività di pesca dei rifiuti ha profondamente colpito Papa Francesco, che ha voluto incontrare i pescatori in una udienza privata, in cui si è complimentato per il valore dell’attività: “L’operazione ‘A Pesca di Plastica’ è un esempio di come la società civile può e deve contribuire ad affrontare questioni di portata globale stimolando la responsabilità delle istituzioni”.

In quell’occasione Clean Sea LIFE ha donato al Santo Padre una bandiera del programma LIFE, a testimonianza degli sforzi per la tutela della biodiversità di tutti i progetti LIFE italiani ed europei

Rimini

Tre le iniziative, durante le quali i pescatori riminesi hanno hanno riportato a terra i rifiuti raccolti con le reti a strascico. Il Comune di Rimini è particolarmente attento a questo aspetto della salute del mare, e svolge un ruolo fondamentale nel coordinare lo smaltimento dei rifiuti raccolti dai pescatori.  Nelle reti sono state trovate moltissime retine per l’allevamento dei mitili, seguite da bottiglie di plastica,  pneumatici, giocattoli da spiaggia, stivali. latte e lattine …

Porto Torres

Si è inaugurata a Porto Torres la prima delle azioni di ‘pesca di rifiuti’ di Clean Sea Life. I pescatori hanno raccolto la spazzatura accumulata sui fondali e smaltita a terra, grazie alla collaborazione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, la Capitaneria di Porto e il Comune di Porto Torres. Nella prima edizione i bimbi della scuola elementare hanno atteso a terra i pescatori e ascoltato dalla loro voce cosa si trova sui fondali. Una lezione in spiaggia ha poi persuaso i piccoli a darsi da fare per mantenere pulito il loro mare. Guarda il video integrarle della giornata

Manfredonia

Si sono chiuse a Manfredonia nel 2021 le attività di pesca dei rifiuti di Clean Sea LIFE. I dieci pescherecci hanno riportato a terra grandi quantità di immondizia, fra cui spicca l’altissima quantità di retine per l’allevamento delle cozze. Le attività sono state condotte in collaborazione com ‘Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale, il Comune e la Guardia Costiera.

Guarda un filmato della giornata

San Benedetto del Tronto

Quaranta pescherecci, cento pescatori, l’intero porto mobilitato per smaltire tonnellate di rifiuti strappati dai fondali del mare Adriatico.  La sperimentazione ‘A Pesca di Plastica’ si è estesa nel 2019 fino a coinvolgere tutta la flotta sambenedettese che, al ritmo di una tonnellata a settimana, ha strappato 24 tonnellate di immondizia dai fondali. Un esperimento di larga portata che sta creando un modello per il futuro, reso possibile dal  sostegno di FPT Industrial CNH Industrial, e il coinvolgimento dalla Capitaneria di Porto di San Benedetto, l’Autorità di Sistema Portuale, il Comune, le aziende Picenambiente e Garbage – con il coordinamento del partner MedSharks

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