Clean Sea LIFE al Parlamento Europeo: problemi e soluzioni per la pesca dei rifiuti

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Clean Sea LIFE al Parlamento Europeo: problemi e soluzioni per la pesca dei rifiuti

La grande opportunità sprecata nella lotta ai rifiuti marini: al Parlamento Europeo problemi e soluzioni a confronto per incentivare la pulizia dei fondali con l’aiuto dei pescatori professionisti.

Bruxelles, 8 novembre 2018 – Sono in media un centinaio i chili di spazzatura che un peschereccio raccoglie ogni mese dai fondali, secondo le stime degli stessi pescatori. Eppure una volta separati da pesci e crostacei, bottiglie e sacchetti di plastica, vetro e copertoni, barattoli di vernice e l’occasionale lavatrice tornano quasi sempre in mare: i rifiuti accidentalmente pescati non possono infatti essere smaltiti a terra perché i porti non sono attrezzati a gestirli. La grande opportunità sprecata nella lotta ai rifiuti marini, comune a tutti i porti mediterranei, è stata al centro della tavola rotonda organizzata ieri al Parlamento Europeo dal deputato Marco Affronte (Verdi) e da Clean Sea LIFE, progetto europeo il cui capofila è il Parco Nazionale dell’Asinara, e che in estate ha condotto attività di “pesca di rifiuti” a Porto Torres, Rimini, San Benedetto del Tronto e Manfredonia.

Le testimonianze dei pescatori e i dati raccolti da tre progetti mediterranei – Clean Sea LIFE in Italia, ReSeaClon in Francia e DeFishGear con ML Repair in cinque paesi adriatici – ha mostrato la portata del contributo che i pescatori possono dare nella lotta ai rifiuti marini. A patto che le autorità lo rendano possibile: l’esperienza dei tre progetti evidenzia come in tutto il Mediterraneo manchi un indirizzo chiaro su come raccogliere e smaltire questo tipo di rifiuti e, soprattutto, si chiarisca chi debba sostenere i costi di smaltimento.

La tavola rotonda ha riunito a Bruxelles la Commissione Europea, europarlamentari e i rappresentanti di tutti gli attori coinvolti da Clean Sea LIFE nella gestione a terra dei rifiuti raccolti dal mare: la Guardia Costiera, Autorità di Sistema Portuale, le aziende di gestione dei rifiuti portuali, Aree Marine Protette e il mondo della ricerca. Da tutti è emersa la ferma intenzione di accelerare nell’individuazione di soluzioni pratiche per mettere a frutto l’opportunità offerta dai pescatori.

Marco Affronte, membro della commissione pesca del Parlamento Europeo, ha ricordato come grazie alla pressione dell’opinione pubblica si sia arrivati con una velocità inusuale all’approvazione delle direttive che combattono l’inquinamento da plastica: “Sento da parte dei pescatori la stessa urgenza e l’incontro di oggi è stato importante per mettere a fuoco le difficoltà pratiche e capire in che direzione muoversi per superare gli ostacoli.” 

Michele Conoscitore, pescatore di Manfredonia, chiede però di fare in fretta: “Il mare deve tornare a respirare e non può più attendere i tempi della burocrazia” ha scritto in una lettera aperta indirizzata alla Commissione Europea.

Ian Shepherd, della DG MARE della Commissione Europea, ha chiarito alcuni punti della proposta di direttiva sui rifiuti per navi e pescherecci, il cui scopo dichiarato è la lotta ai rifiuti marini: “Con questa direttiva i pescatori non dovranno pagare a seconda di quanto rifiuto conferiscono: la tariffa sarà unica e comprenderà anche lo smaltimento delle reti dismesse. Il conferimento dei rifiuti marini potrà essere gratuito”.

 Eleonora de Sabata, portavoce di Clean Sea LIFE “L’obiettivo delle sperimentazioni condotte nel corso del progetto è proprio di creare le sinergie a terra per regolarizzare la pesca dei rifiuti. Grazie alla collaborazione di tutti, in primavera contiamo di organizzare iniziative di più ampio respiro anche in altri porti italiani”.

Il progetto Clean Sea Life (LIFE15 GIE/IT/000999, www.cleansealife.it), cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma LIFE, ha l’obiettivo di contrastare l’accumulo dei rifiuti marini lungo le coste italiane attraverso azioni di sensibilizzazione e la diffusione di buone pratiche di gestione fra gli operatori e le autorità locali, regionali e nazionali. Il progetto, iniziato a fine settembre 2016, terminerà nel 2020 e ha come capofila il Parco Nazionale dell’Asinara con i partner CoNISMa, Fondazione Cetacea, Legambiente, MedSharks e MPNetwork.

Hanno collaborato alle giornate di pesca di rifiuti Clean Sea Life:

  • il Corpo delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera

Porto Torres (1 giugno 2018):

  • Comune di Porto Torres
  • Capitaneria di Porto di Porto Torres
  • Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna
  • i pescatori
  • Coordinamento: Parco Nazionale dell’Asinara, MedSharks

Rimini (8 giugno 2018):

  • Comune di Rimini
  • Capitaneria di Porto di Porto Torres
  • Hera
  • Cooperativa lavoratori del mare Rimini
  • Coordinamento: Fondazione Cetacea 

San Benedetto del Tronto (15 giugno 2018):

  • Comune di San Benedetto del Tronto
  • Capitaneria di Porto di Porto Torres
  • Garbage
  • Picenambiente
  • i pescatori
  • Coordinamento: MedSharks, Fondazione Cetacea

Manfredonia (12 luglio 2018):

  • Comune di Manfredonia
  • Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale
  • Capitaneria di Porto di Porto Torres
  • i pescatori
  • Coordinamento: Legambiente, MedSharks

 

 

2018-11-08T12:01:45+00:00
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