spiaggiamento di dischetti /aggiornamento n2

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spiaggiamento di dischetti /aggiornamento n2

***ATTENZIONE: AGGIORNAMENTO N4 DEL 21/3/18 QUI***

Ieri hanno continuato ad arrivarci tantissime segnalazioni (con alcune foto impressionanti) da tutto il versante tirrenico del Centro Italia, interessato da uno spiaggiamento senza precedenti di migliaia di dischetti di plastica di cui abbiamo parlato ieri. Ecco l’aggiornamento:

  • dove sono? Le prime segnalazioni che ci sono arrivate risalgono intorno al 2o febbraio a Ischia. I dischetti, spinti dalle correnti che fluiscono lungo la costa, stanno proseguendo la loro corsa verso nord: l’ultima segnalazione che ci è arrivata ieri è di Tarquinia (ma mancano le foto: se ne avete, mandatele!).  Grazie a tutti e continuate a segnalare: mandate foto con data e luogo (se possibile anche un conteggio: quanti dischetti su 10 metri di spiaggia?) a info@cleansealife.it o sulla pagina FB
  • cosa sono? Assomigliano molto a cialde di caffè ma non lo sono: nella foto di Elisabetta Marini si vede chiaramente che le cialde (sì, incredibilmente si trovano anche loro in spiaggia 🙁 ) sono più piccole rispetto ai ‘nostri’ dischi. La cosa più probabile è quindi che siano dischetti impiegati nei sistemi di trattamento biologico delle acque (come i sistemi MBBR Moving Bed Biofilm Reactor o reattore a biomassa adesa a letto mobile): sono i supporti dove crescono i batteri che depurano l’acqua, assimilandone i nutrienti. Ce ne sono di diverse forme e dimensioni. Dischetti simili infatti sono stati trovati a migliaia 7 anni fa in America: provenivano dall’impianto di trattamento della cittadina di Hookset che, a causa di forti piogge, il 6 marzo del 2011 andò in tilt scaricando dai 4 a 8 milioni di dischetti (oltre a mille metri cubi di liquame)
  • da dove vengono? Gli oceanografi del Lamma (il Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile della Regione Toscana, CNR e Fondazione per il Clima e la Sostenibilità) con cui collaboriamo cercheranno di risalire, attraverso i modelli della circolazione delle correnti, all’origine dello sversamento. Dobbiamo però risalire al “paziente zero”, usando l’analogia delle epidemie: cioè la/le località che per prime sono state investite dai dischetti e che, presumibilmente, sono le più vicine al punto di sversamento. Per questa ragione è importante che ci segnaliate gli spiaggiamenti e soprattutto ci  indichiate quando sono stati visti in quella località per la prima volta. 
  • sono state allertate le autorità? Sì: siamo in contatto costante con il Reparto Ambientale Marittimo della Capitaneria di Porto e con l’Ufficio tutela e valorizzazione del mare e delle coste della Regione Lazio, che ha mobilitato l’Arpa e segnalato la situazione ai Carabinieri.
  • cosa possiamo fare intanto? Rimbocchiamoci le maniche, indossiamo i guanti e andiamo a raccoglierli! Oggi, sabato, c’è una finestra di bel tempo. Facciamo una gara: chi ne raccoglie di più vince maglietta e borraccia di Clean Sea Life 🙂 

Ricordate: mandateci per email o sulla pagina Facebook le vostre segnalazioni, che includano:

  • una foto
  • la località
  • la data di scatto della foto
  • la data di quando li avete visti per la prima volta

Prossimo aggiornamento domani

2018-03-22T16:07:44+00:00
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